Cremazione Penisola Sorrentina

Cos’è la Cremazione

Urna Cremazione AR Onoranze FunebriLa cremazione è una pratica consueta, volta a ridurre un cadavere nei suoi elementi base tramite il fuoco, che si sta affermando in Penisola Sorrentina, come nel resto d’Italia, in maniera sempre più crescente.

La cremazione è una pratica molto antica: molte culture credevano che il fuoco fosse un agente di purificazione. Quindi, secondo tali credenze, la cremazione illuminava il passaggio dei defunti al mondo ultraterreno.

Al contrario di quel che pensiamo, con la cremazione, il cadavere non viene ridotto in cenere ma in frammenti ossei friabili.

Gli stessi, in un secondo momento, vengono sminuzzati fino a divenire una cenere che poi, a seconda degli usi, dei regolamenti territoriali e delle ultime volontà del defunto, vengono custodite in un’urna cineraria, sepolte o sparse.

Le motivazioni della cremazione sono solitamente le seguenti:

  • Volontà del defunto;
  • Questioni di igiene: evitare la decomposizione del corpo in modo naturale e la successiva esumazione, dopo 10 anni dalla morte;
  • Motivi economici;
  • Ridotti spazi cimiteriali.

Come ottenere la Cremazione

La legge ha individuato le seguenti modalità per ottenere la cremazione:

  • Affidare le proprie volontà al congiunto più prossimo che al momento del decesso chiede l’autorizzazione per la cremazione al Sindaco del Comune dove è avvenuto il decesso. Se vi sono più congiunti di pari grado (es. figli), questi devono essere tutti d’accordo.
  • Lasciare indicazioni precise nelle disposizioni testamentarie.
  • Iscriversi a una società per la cremazione che curerà l’esecuzione della volontà dell’iscritto e la farà valere anche in caso di familiari dissenzienti. Le Società per la cremazione (SOCREM) provvedono all’espletamento di tutta la parte burocratica ed assistono i congiunti.

Diffusione della Cremazione in Italia

In Italia la cremazione è praticata in circa il 10% dei casi.

Una certa inversione di tendenza è testimoniata dal fatto che nelle due principali metropoli del Nord Italia, Torino e Milano, la percentuale supera il 50%.

Negli ultimi decenni la spinta a emanare normative relative alla cremazione si è fatta sempre più decisa.

L’inadeguatezza della legge, soprattutto in merito alla dispersione delle ceneri, ha spinto il Parlamento italiano a promulgare la Legge n. 130.

 

La principale novità del testo è il venir meno del divieto di dispersione delle ceneri.

 

È caduto conseguentemente l’obbligo di conservazione nei cimiteri; per tale motivo ora le ceneri vengono consegnate direttamente ai familiari. La dispersione potrà essere effettuata in spazi aperti (mare, bosco, montagna, campagna, …), in aree private, oppure in spazi riservati all’interno dei cimiteri. Non potrà avvenire all’interno dei centri urbani. Sarà anche possibile conservare l’urna in casa, purché vi sia riportato il nome della persona defunta.

Cremazione Certificata a Sorrento

AR Onoranze Funebri aderisce al Registro Italiano Cremazioni allo scopo di garantire che la cremazione, compito delicato e importante, venga svolta con efficienza e professionalità.

 

AR Onoranze Funebri attraverso la Cremazione Certificata, sistema “brevettato” che assicura l’esecuzione di tutto il processo, effettua con affidabilità ed esperienza tutti i servizi connessi alla cremazione.

 

La tessera di socio del Registro Italiano Cremazioni, garantisce la certezza che la scelta della cremazione sarà rispettata, sollevando i parenti del defunto dalle incombenze di ordine burocratico e normativo.

 

AR Onoranze Funebri negli anni rinnoverà in automatico la tua tessera e ti invierà comunicazione in privato.

 

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Storia della Cremazione (Fonte Wikipedia)

Preistoria e storia antica

In Italia le prime sporadiche testimonianze di incinerazione dei cadaveri si ebbero nel neolitico, ma il rito si diffuse nell’Italia settentrionale solo a partire dalla media età del bronzo con la cultura delle Terramare, la facies delle palafitte e degli abitati arginati e la cultura di Canegrate. Nel centro-sud il rito comparve con la cultura protovillanoviana. A Roma la cremazione si trasformò in un’usanza così radicata da far costruire e affittare dai parenti dei defunti loculi all’interno di un columbarium. I loculi erano delle nicchie o strutture simili, disposte orizzontalmente nelle pareti dei colombari, atte a contenere le ceneri dei morti. Presto la vendita di loculi o di interi colombari si trasformò in un lucroso commercio.

Con la diffusione del Cristianesimo la pratica della cremazione nell’impero romano decadde a favore della sepoltura. Anche se la cremazione non era esplicitamente un tabù fra i cristiani, era guardata con sospetto dalle autorità religiose e a volte apertamente osteggiata a causa della sua origine pagana greco-romana e per la preoccupazione che potesse interferire con la resurrezione del corpo e la sua riunione con l’anima. Un altro motivo, più pratico, del declino delle cremazioni alla fine dell’Impero Romano fu quello della crescente penuria di legname, materiale ovviamente indispensabile per la combustione dei cadaveri.

Età moderna e contemporanea

La cremazione è rimasta rara in Europa occidentale fino al XIX secolo, tranne in casi eccezionali: ad esempio, durante l’epidemia di peste nera del 1656 a Napoli in una sola settimana furono bruciati i corpi di 60.000 vittime. Le cose cambiarono con l’avvento dell’Illuminismo e con Napoleone Bonaparte, il quale, tramite il celebre Editto di Saint Cloud del 1804 inerente all’obbligo di inumazione dei cadaveri in cimiteri extraurbani, gettò le basi delle odierne norme legislative in materia di diritto cimiteriale.

I primi forni crematori moderni in Italia sono ascritti agli studiosi Brunetti, Polli-Clericetti, Paolo Gorini da Lodi, Venini, Guzzi e Spasciani-Mesmer.

Il primo forno crematorio moderno funzionava a gas illuminante e fu installato nel Cimitero Monumentale di Milano, in un tempio crematorio (oggi ancora esistente ma non più funzionante). Venne progettato e costruito nell’ambito della Massoneria, e col parere contrario della Chiesa cattolica, dai professori Giovanni Polli e Celeste Clericetti appositamente per effettuare la cremazione del commerciante e imprenditore tessile di origine svizzera Alberto Keller, che era deceduto due anni prima lasciando per testamento questa richiesta e i soldi per realizzarla. La cremazione avvenne il 22 gennaio 1876 sul cadavere imbalsamato di questi, e vi assistette Paolo Gorini, che già si interessava a nuovi sistemi per lo smaltimento rapido dei cadaveri.

Egli si rese conto che l’impianto di Polli e Clericetti era troppo complicato, delicato e costoso, per cui inventò e costruì nello stesso anno il suo modello di forno crematorio che ebbe un successo mondiale per la semplicità, l’economicità di produzione ed esercizio (funzionava con fascine di pioppo sul principio della fiamma indiretta). Il forno Gorini fu installato nel nuovo Crematorio di Londra e quindi a Bombay e fu adottato perfino in Giappone. Forni sul principio Gorini hanno funzionato, quanto meno in Italia, fino agli anni settanta – ottanta del Novecento. In seguito furono modificati per andare a gasolio e poi sostituiti con impianti moderni allorché in quegli anni la cremazione prese a diffondersi a livello di massa.

Fu un impianto mirabile e di straordinaria efficienza, ma non fu il primo apparecchio crematorio. Anche la diffusione in Italia della cremazione si deve a Gorini, che nel 1876-1877 progettò il forno crematorio nel cimitero di Riolo presso Lodi; i suoi forni, inoltre, sostituirono presto il Polli-Clericetti del Cimitero Monumentale di Milano.

Il forno crematorio Spasciani-Mesmer installato a Livorno e Venezia era un impianto gasogeno con griglia orizzontale e tramoggia di caricamento del combustibile. Il preriscaldamento richiedeva 8-10 ore, con un consumo di circa 2.000 kg di coke; per una cremazione erano necessari 200–300 kg di coke.

Cremazione - Seconda Guerra Mondiale

Dalla seconda metà del XX secolo il termine cremazione è anche correlato allo sterminio di massa di prigionieri deportati nei lager nazisti.

Il forno crematorio del campo di concentramento di Majdanek.

Nel periodo dell’Olocausto della Seconda guerra mondiale numerosi forni crematori furono costruiti dai nazisti all’interno dei campi di concentramento e nei campi di sterminio. Servirono per bruciare i corpi di migliaia di ebrei, rom, comunisti, socialisti e altri oppositori del nazismo, nonché omosessuali e prigionieri uccisi o comunque deceduti.

In Italia l’unico forno crematorio presente fu quello allestito nel campo della Risiera di San Sabba, a Trieste.

La cremazione nel cristianesimo

Nel 1963, a seguito del Concilio Vaticano II, anche la Chiesa cattolica con l’istruzione Piam et constantem della Suprema Congregazione del Sant’Uffizio ha ribadito l’invito ai vescovi di predicare l’inumazione, che è la pratica tradizionale della Chiesa. Nel contempo, però, ha disposto che possano avere la sepoltura ecclesiastica anche i fedeli che hanno scelto di farsi cremare, a condizione che la loro scelta non derivi dalla negazione dei dogmi cristiani, da appartenenze a sette, dall’odio verso la religione cattolica o verso la Chiesa.

Nell’aprile del 2002 il cardinale Jorge Medina Estévez, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha annunciato la preparazione di un rito della cremazione. Tuttavia, il Codice di Diritto Canonico sostiene nel canone 1176 che «la Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di seppellire i corpi dei defunti; e non proibisce la cremazione, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana».

Il 2 marzo 2012 la Cei ha presentato la seconda edizione italiana del “Libro delle esequie” che sancisce un “sì” condizionato alla pratica di cremare i defunti: le ceneri, per la Chiesa cattolica, devono essere conservate nei cimiteri e non dispersi in mare o altrove in natura, né conservate in casa o in giardino. Il testo approvato dai vescovi è obbligatorio dal 2 novembre 2012.

Invece la maggior parte delle chiese evangeliche e protestanti non solleva alcuna obiezione contro la cremazione. Le Chiese ortodosse, al contrario, la vietano in maniera assoluta, imponendo l’inumazione.